ISTRUZIONE

Fare musica può aiutare a preparare gli studenti alla cittadinanza democratica. Provare con i colleghi richiede capacità di ascolto, di assorbimento, di riflessione e comunicazione. La pratica quotidiana di un musicista allena a identificare in quale modo sia meglio dar voce all’altro insieme a se stesso. A questo proposito, come i Diritti Umani, il fare musica coinvolge il rispetto di diritti e responsabilità: il musicista deve trovare un equilibrio tra la propria espressione artistica e quella degli altri musicisti; il gruppo musicale, in quanto collettivo, deve onorare l’espressione individuale e allo stesso tempo garantire una esecuzione armoniosa e ben riuscita.

MFHR coinvolge gli studenti sul tema dei Diritti Umani attraverso progetti su argomenti quali l’immigrazione e l’asilo, i diritti dell’infanzia, l’accesso all’acqua e al cibo, il diritto alla cultura e alla libertà di espressione. Un compositore, ispirato da un particolare diritto, dal sostenere con forza alcuni Diritti Umani o da un evento storico rilevante, è incaricato di creare un lavoro musicale destinato a essere messo in prova ed eseguito da studenti e musicisti professionisti seduti uno accanto all’altro. Esperti di Diritti Umani si uniscono agli insegnanti dei corsi musicali per introdurre il concetto di Diritti Umani ed esaminare con la classe questioni storiche e contemporanee.

 
 

I musicisti della Human Rights Orchestra guidano le prove con gli studenti, le quali culminano in una esecuzione pubblica gratuita per la comunità. Prima del concerto gli studenti propongono e votano le organizzazioni per i Diritti Umani destinate a ricevere i fondi raccolti attraverso i loro spettacoli. Al concerto, gli studenti sollecitano altre donazioni con interventi rivolti al pubblico degli ascoltatori.

 
 

Nell’aprile 2014, in occasione del ventesimo anniversario del genocidio in Ruanda, gli studenti delle scuole superiori della Kantonschule Reussbeuhl di Lucerna in Svizzera, furono invitati a partecipare a una ‘residenza-seminario’ di quattro giorni sul diritto alla cultura. Patrocinato dal Festival di Lucerna il progetto riguardava 14 musicisti della Human Rights Orchestra e il compositore Riccardo Panfili. La composizione del Maestro Panfili, The Last Land, comprendeva una ninna-nanna ruandese e il testo di una canzone scritta da giovani insegnanti di musica ruandesi intitolata Umuco, ‘Cultura’.

 
 

Gli studenti studiarono la registrazione e il video di Umuco prodotto da adolescenti e bambini ruandesi, poi provarono il proprio arrangiamento della canzone e infine lo eseguirono per i loro amici ruandesi in diretta video via Skype. 

 
 

Gli studenti più giovani furono così introdotti alla definizione, ai princìpi e ai vari temi dei Diritti Umani. Gli studenti più anziani vennero coinvolti in una discussione sul genocidio in Ruanda, sul modo in cui le arti possono essere manipolate e abusate a scopi politici, sul diritto umano alla cultura e sulle minacce alla sopravvivenza della cultura.

 
 
 
 

Tre giorni di prove intense inclusero una calorosa esecuzione nell’auditorium della scuola per l’intero corpo scolastico e la facoltà.

Inoltre, gli studenti incontrarono i musicisti in piccole riunioni di gruppo, senza strumenti, per meglio conoscere vita e valori dei musicisti.

La residenza si concluse con una performance pubblica e gratuita che ebbe luogo a Lucerna con l’esecuzione della prima mondiale di The Last Land di Riccardo Panfili. Il pubblico partecipante ebbe modo di vedere l’esecuzione dei giovani ruandesi della canzone Umuco, seguita dalla versione arrangiata degli studenti di Lucerna. Il programma comprendeva anche opere di compositori la cui musica fu bandita o etichettata come destabilizzante dell’ordine pubblico: Felix Mendelssohn, Rudolf Karel, Gyorgy Ligeti e Bela Bartok.

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Gli studenti sollecitarono poi contributi dal pubblico e donarono 4.200 Franchi svizzeri alle organizzazioni per i Diritti Umani KINDER IN NOT e al ‘Progetto Ruanda’ di MUSICIANS WITHOUT BORDERS.