MERCOLEDI’, 29 APRILE 2015, ORE 19,30

Kultur und Kongresszentrum – Lucerna (Svizzera)

Il pianista Theo Georghiu e il violinista Ilya Gringolts si uniscono alla Human Rights Orchestra e al Direttore Alessio Allegrini per la realizzazione di un concerto di beneficienza al KKL di Lucerna andato a sostegno di Maher, organizzazione non governativa con sede nei pressi di Pune, in India.

Il Programma
Franz Schubert                                     Entracte n. 3 da Rosamunde, D.797
Ludwig van Beethoven                        Concerto n. 3 in Do minore, Op. 37
                                                                    Theo Georghiu, pianoforte
*************
Bruce Adolphe                                      Concerto “I Will Not Remain Silent”    
                                                                (Prima Esecuzione Europea)
                                                                     Ilya Gringolts, violino
Ludwig van Beethoven                        Sinfonia n. 4 in Si bemolle maggiore, Op 60


La missione di MAHER è a sostegno di donne, uomini e bambini in stato di necessità, senza riguardo a genere, casta di appartenenza, credo o religione. Nel 1997 Lucy Kurien aprì il suo primo alloggio per donne vittime di violenza domestica. Oggi, MAHER – che in lingua Marathi significa ‘Casa della Madre’ – serve oltre 1.100 adulti e bambini in cinque centri per donne, ventotto centri per bambini e uno per uomini. MAHER assicura alloggio, cibo, servizio sanitario e consultorio, formazione scolastica e professionale. Per maggiori informazioni: www.maherashram.org.


I NOSTRI SOLISTI OSPITI

 TEO GHEORGHIU, pianoforte   biografia

TEO GHEORGHIU, pianoforte

biografia

 ILYA GRINGOLTS, violino   biografia

ILYA GRINGOLTS, violino

biografia

I WILL NOT REMAIN SILENT
Concerto per violino e orchestra

Riflessioni del compositore, Bruce Adolphe

Alla Marcia su Washington, il 28 agosto 1963, giusto prima che Martin Luther King pronunciasse il suo discorso ‘I have a dream’, Joachim Prinz lanciò un vigoroso messaggio che includeva queste parole:

“Quando ero il rabbi della Comunità Ebraica di Berlino sotto il regime di Hitler, ho imparato molte cose. La più importante che ho imparato in quelle tragiche circostanze è che il bigottismo e l’odio non sono i problemi più urgenti. Il più urgente, il più sgradevole, il più vergognoso e più tragico è il silenzio.

Un popolo grande che ha creato una grande civiltà si è trasformato in una nazione di osservatori silenziosi. Rimangono in silenzio di fronte all’odio, di fronte alla brutalità e agli stermini di massa. L’America non deve diventare una nazione di osservatori…”

Oggi, questo messaggio è importante come lo era allora. Il modo migliore per contribuire alla società è proprio quello di far sentire la propria voce. Mai di lasciarla agli altri. Discutere, dibattere, rispondere, scrivere, manifestare, protestare, esprimersi liberamente, votare. Nelle nazioni occidentali industrializzate, così ricche di distrazioni edonistiche, è troppo facile farsi cullare dalla compiacenza, pensare “alle notizie” come a qualcosa da guardare senza la consapevolezza che ognuno può essere coinvolto, che ognuno può influenzare il cambiamento, che ognuno può essere ascoltato. Il Presidente Obama conosceva il potere della frase “Yes, we can”. È il potere del fare più che del guardare; il potere dell’esprimersi in libertà più che del rimanere in silenzio.

La famiglia di mia moglie è imparentata con quella di Joachim Prinz (era il cognato della prima cugina di mio suocero) e ho conosciuto quest’uomo straordinario attraverso storie personali più che attraverso media di qualsiasi genere. Mia moglie ed io siamo stati sposati da Jonathan Prinz, figlio di Joachim. Gli abbiamo fatto visita con Lucie Prinz, figlia di Joachim. Quando ho letto l’autobiografia di Joachim Prinz  Joachim Prinz Rebellious Rabbi (pubblicata da e con introduzione di Michael A. Meyer) sapevo che dovevo comporre della musica su di lui per presentare l’uomo e il suo messaggio nel modo migliore possibile.

Nell’oratorio che ho composto nel 2011, intitolato Reach Out, Raise Hope, Change Society – che riguarda i diritti civili e la giustizia nel mondo – ho messo in musica le parole di Prinz “Il più urgente, il più sgradevole e vergognoso, il più tragico dei problemi è il silenzio”. Poco più tardi ho iniziato a pensare in quale altro modo potessi comporre musica ispirata da Prinz. Avevo forte la sensazione che la vita di Prinz, il suo coraggio di parlare e la sua eloquenza dovevano essere conosciuti più diffusamente di modo che più persone potessero essere ispirate dal suo esempio.

Nato in Germania nel 1902, Prinz fu un coraggioso rabbino nella Berlino degli anni del Nazismo che salvò migliaia di vite e rischiò la propria informando gli Ebrei delle disgrazie a venire sotto Hitler.

Fuggito in America nel 1937 Prinz divenne amico di Martin Luther King Jr e audace leader ispiratore del Civil Rights Movement. La partecipazione di Prinz alla Marcia su Washington fu un momento culminante della sua vita, la summa di tutte le cause per le quali aveva combattuto nel corso della sua carriera in America e, prima, in Germania.

In quel discorso disse ‘Nel regno dello spirito, i nostri padri ci insegnarono migliaia di anni fa che quando Dio creò l’uomo lo creò come vicino a chiunque. Vicino non è un concetto geografico. È un concetto morale. Indica la nostra responsabilità collettiva per la conservazione della dignità e dell’integrità dell’essere umano ’. Il Presidente Obama citò queste parole quando parlò da Israele il 21 Marzo 2013. In quel momento, molte persone in tutto il mondo sentirono il nome di Prinz per la prima volta e furono commosse dal suo messaggio. Negli anni ’50 i Quakers coniarono il motto ‘dire la verità al potere’ – una frase che descrive perfettamente la vita di Joachim Prinz. Una voce che non rimane in silenzio.

Ilya Gringolts nell’esecuzione di I Will Not Remain Silent (Non rimarrò in silenzio)

Concerto sponsorizzato da Assicurazioni CONCORDIA, Svizzera.